
Duration obbligazioni e scadenza non sono la stessa cosa: la scadenza è la data in cui l’emittente ti restituisce il capitale, mentre la duration misura, in anni, quanto il prezzo del titolo si muove al variare dei tassi di interesse. Un BTP può avere scadenza a 10 anni ma una duration intorno a 8: è quest’ultimo numero, non la scadenza, a dirti quanto rischi se i tassi salgono.
È una confusione comune, e costosa. Molti risparmiatori scelgono un’obbligazione guardando solo alla scadenza — “mi serve tra dieci anni, prendo il decennale” — senza rendersi conto che due titoli con la stessa scadenza possono comportarsi in modo molto diverso quando la Banca Centrale Europea muove i tassi. La chiave che distingue i due comportamenti è la duration. Vediamo cosa misura ciascun numero, perché non coincidono e come usarli insieme.
La scadenza (in inglese maturity) è la data, fissata al momento dell’emissione, in cui l’emittente rimborsa il valore nominale del titolo. Un BTP emesso con scadenza 1° agosto 2035 restituirà 100 per ogni 100 di nominale a quella data, qualunque cosa sia successa ai tassi nel frattempo.
È un dato di calendario, semplice e certo (salvo default). Ti dice quando rientri del capitale, ma non dice nulla su quanto oscillerà il prezzo del titolo prima di allora, né su quanto pesano le cedole che incassi lungo il cammino. Due obbligazioni con la stessa scadenza a 10 anni — una con cedola alta, una senza cedola — hanno un profilo di rischio molto diverso, pur condividendo la stessa data di rimborso.
La duration è la media ponderata dei tempi in cui incassi tutti i flussi di cassa del titolo — cedole e rimborso finale — dove ogni flusso è “pesato” per il suo valore attuale. In pratica misura il tempo medio necessario per recuperare il denaro investito, e da lì deriva la sua proprietà più utile: quantifica la sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi.
Come sintetizza PIMCO, la duration incorpora scadenza, cedola, rendimento ed eventuali opzioni call in un unico numero che stima quanto il valore del titolo può muoversi se i tassi cambiano. È espressa in anni, ma non è una data: è un coefficiente di rischio. Se la duration è la stessa cosa di uno strumento di misura, la scadenza è semplicemente uno degli ingredienti che lo alimentano.
La scadenza dice quando ti pagano. La duration dice quanto ti fa male un rialzo dei tassi domani mattina.
Le tre distinzioni che contano davvero riguardano cosa misurano, cosa le fa cambiare e come reagiscono ai tassi:
| Caratteristica | Scadenza | Duration |
|---|---|---|
| Cosa indica | Data del rimborso del capitale | Sensibilità del prezzo ai tassi |
| Unità di misura | Data di calendario | Anni (indice di rischio) |
| Dipende da | Solo dai termini di emissione | Scadenza, cedola, rendimento, opzioni |
| Effetto della cedola | Nessuno | Cedola più alta → duration più bassa |
| A cosa serve | Pianificare quando rientra il capitale | Misurare e gestire il rischio di tasso |
Il caso limite in cui i due numeri coincidono è lo zero coupon (per esempio un BOT): senza cedole intermedie, l’unico flusso è il rimborso a scadenza, quindi la duration è pari alla scadenza. In tutti gli altri casi, le cedole anticipano parte del rientro del capitale e la duration risulta inferiore alla scadenza. Proprio perché la cedola sposta la duration, vale la pena capire come la cedola incide su rendimento e prezzo di un’obbligazione.
La duration modificata offre una regola pratica potente: la variazione percentuale del prezzo è approssimativamente uguale a meno la duration modificata moltiplicata per la variazione dei tassi.
Variazione % prezzo ≈ − Duration modificata × ΔTasso
Con questa formula, la scadenza da sola non basta: serve la duration. Un rialzo dei rendimenti di un punto percentuale (100 punti base) produce effetti molto diversi a seconda della duration del titolo, come mostra l’esempio seguente per un aumento dei tassi dell’1%.
| Titolo (esempio) | Duration modificata | Variazione prezzo se i tassi salgono dell’1% |
|---|---|---|
| BOT / BTP breve (2 anni) | circa 2 | circa −2% |
| BTP decennale | circa 8 | circa −8% |
| BTP lungo (25-30 anni) | circa 15 | circa −15% |
Tre titoli, scadenze diverse, ma è la duration a dirti in anticipo di quanto oscillerà il prezzo. Fidelity lo riassume così: quanto più alta è la duration, tanto più il prezzo scende quando i rendimenti salgono — e sale quando i rendimenti scendono. La relazione, va ricordato, non è perfettamente lineare: per grandi variazioni dei tassi entra in gioco la convessità, che rende la stima della sola duration un’approssimazione. Va anche ricordato che la duration misura il rischio di tasso, non il rischio di credito: quest’ultimo dipende dalla solidità dell’emittente, un aspetto che a Bondfish valutiamo separatamente con il rating di rischio per emittente.
Quando leggi “duration” su una scheda titolo, di solito ci si riferisce a una di queste tre misure:
Duration modificata = Duration di Macaulay ÷ (1 + r)
Nella formula, r è il rendimento per periodo. Per un’obbligazione senza opzioni, duration modificata ed effettiva sono molto vicine; per un titolo callable conviene guardare quella effettiva.
I due numeri rispondono a due domande diverse, e vanno letti insieme:
Il contesto europeo aiuta a rendere concreto tutto questo. A luglio 2026 il tasso sui depositi della BCE è al 2,25% e il BTP decennale rende circa il 3,86%, con lo spread sul Bund intorno a 76 punti base. In un quadro simile, un cassettista che punta a incassare cedole e riavere il capitale guarderà soprattutto alla scadenza; un investitore che vuole posizionarsi sui movimenti dei tassi ragionerà in termini di duration. Chi costruisce un portafoglio in euro può combinare scadenze e duration diverse per diversificare con i bond europei. Puoi poi confrontare i titoli su entrambe le dimensioni con lo screener obbligazionario di Bondfish, filtrando per scadenza, duration, rendimento e rating.
La scadenza è una data: dice quando l’emittente ti rimborsa il capitale. La duration è un indice di rischio: dice di quanto oscilla il prezzo quando i tassi si muovono. Coincidono solo per gli zero coupon; per tutti gli altri titoli la duration è più bassa della scadenza ed è il numero che devi guardare per capire davvero il rischio di tasso.
No. La scadenza è la data fissa in cui l’emittente rimborsa il capitale. La duration è una misura, espressa in anni, di quanto il prezzo dell’obbligazione reagisce a una variazione dei tassi. Coincidono solo per uno zero coupon, dove non ci sono cedole intermedie.
Più rischio di tasso, sì. Una duration di 7 implica che il prezzo scende di circa il 7% se i rendimenti salgono di un punto percentuale, e viceversa. Non misura invece il rischio di credito, cioè la probabilità che l’emittente non paghi.
La duration modificata si ottiene dividendo la duration di Macaulay per (1 + rendimento per periodo). Moltiplicata per la variazione dei tassi, stima in modo diretto la variazione percentuale del prezzo del titolo.
Dipende dalla scadenza e dalla cedola. Un BOT a breve o un BTP a 2 anni ha una duration di circa 1-2, mentre un BTP a 10 anni ha in genere una duration intorno a 8. I BTP molto lunghi (20-30 anni) possono superare 15, con oscillazioni di prezzo molto ampie.
Se i tassi scendono, i prezzi delle obbligazioni salgono e una duration alta amplifica il guadagno in conto capitale. Chi si aspetta tassi in calo tende quindi ad allungare la duration; chi teme rialzi la accorcia. Sono scelte di posizionamento, non previsioni certe.
Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria. L’investimento in obbligazioni comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Valuta la tua situazione personale o rivolgiti a un consulente finanziario abilitato prima di investire.