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27.10.2026
La regola del 4%: quanto aiutano davvero le obbligazioni?
La regola del 4%: quanto aiutano davvero le obbligazioni?
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Con la regola del 4%, le obbligazioni cambiano poco la frequenza con cui un portafoglio in pensione resta senza soldi; cambiano invece quanto è grave il fallimento. In 1.509 pensionamenti negli Stati Uniti iniziati tra il 1871 e il 1996, un prelievo del 4% rivalutato con l’inflazione ha esaurito il capitale entro 30 anni nel 2,1% dei casi con il 100% in azioni e nel 2,6% con un 60/40. Ma il peggior pensionamento tutto in azioni, iniziato nell’ottobre 1929, è rimasto senza soldi dopo 16,5 anni, mentre il peggior 60/40 è durato 25,7 anni. Tenere dal 20% al 50% in Treasury USA a 10 anni ha alzato il tasso di prelievo sicuro nel caso peggiore dal 3,07% a un valore tra il 3,70% e il 3,80%; con più di metà del portafoglio in obbligazioni sono peggiorati sia i risultati tipici sia quelli peggiori.

A 32 anni dalla nascita, la regola del 4% resta il numero più citato nella pianificazione della pensione. Il consulente finanziario statunitense William Bengen la presentò nel numero di ottobre 1994 del Journal of Financial Planning, dopo aver testato i pensionamenti negli USA dal 1926 in poi con portafogli di azioni a grande capitalizzazione e Treasury a medio termine. Il suo consiglio era tenere tra il 50% e il 75% in azioni. Lo studio Trinity del 1998, firmato da Philip Cooley, Carl Hubbard e Daniel Walz, usò invece obbligazioni societarie di alta qualità e trovò che un portafoglio 50/50 con prelievi del 4% annuo aveva retto nel 95% dei periodi di 30 anni tra il 1926 e il 1995.

Il dibattito non si è mai chiuso. Nel libro A Richer Retirement del 2025, Bengen ha alzato la sua stima al 4,7%, con un mix più ampio di 55% azioni, 40% obbligazioni e 5% liquidità. Morningstar è andata nella direzione opposta: il suo rapporto State of Retirement Income di dicembre 2025 indica un tasso di partenza sicuro del 3,9% per chi va in pensione nel 2026, con i risultati migliori per portafogli con solo il 30–50% in azioni, anche perché oggi le obbligazioni rendono di più. Entrambi tengono obbligazioni. Noi abbiamo isolato una sola domanda: a parità di pensionamento e di prelievi, che cosa fa davvero ogni fetta in più di obbligazioni?

Che cosa dice la regola del 4% e dove entrano le obbligazioni

La regola è semplice. Nel primo anno di pensione prelevi il 4% del portafoglio. Ogni anno successivo prelevi la stessa somma rivalutata con l’inflazione, qualunque cosa facciano i mercati. Su un portafoglio da 1 milione significa 40.000 nel primo anno, una cifra che poi cresce con il costo della vita.

Per ogni data di inizio della pensione, il tasso di partenza più alto che sarebbe durato per tutti i 30 anni è il tasso di prelievo sicuro di quella data. La regola del 4% è, in pratica, una scommessa che la tua pensione non sarà peggiore della peggiore della storia.

Le obbligazioni entrano in gioco per il rischio di sequenza dei rendimenti: un crollo nei primi anni di pensione costringe a vendere azioni a prezzi bassi per pagare le spese, e il portafoglio potrebbe non riprendersi più. Le obbligazioni dovrebbero essere la parte da vendere al loro posto, mentre le azioni recuperano.

Come abbiamo testato la regola del 4% con diversi mix di azioni e obbligazioni

  • Dati: azioni USA (l’S&P 500 e i suoi predecessori, dividendi reinvestiti), rendimenti dei Treasury USA a 10 anni e prezzi al consumo USA, mensili dal 1871 a settembre 2026. Tutti i valori sono in dollari.
  • Pensionamenti: 1.509 date di inizio mensili da febbraio 1871 a ottobre 1996, ciascuna di 30 anni. Le date successive non hanno ancora completato 30 anni.
  • Portafogli: 11 mix dallo 0% al 100% in azioni, a passi di 10 punti, con il resto in un Treasury a 10 anni a scadenza costante, di cui calcoliamo il rendimento dal tasso (cedola più variazione di prezzo). Ogni portafoglio è ribilanciato ogni mese.
  • Prelievi: una quota fissa del capitale iniziale, dal 3% al 5% l’anno, prelevata all’inizio di ogni mese e rivalutata ogni mese con l’inflazione.
  • Fallimento: il capitale finisce prima dei 30 anni. Niente costi, tasse, pensioni pubbliche o altre entrate.
  • Verifiche di robustezza: prelevando e ribilanciando una volta l’anno, come faceva Bengen, i risultati sono quasi identici: un tasso sicuro nel caso peggiore del 3,73% per il 60/40, contro il 3,76% nella versione mensile. Abbiamo anche sostituito i Treasury a 10 anni con Treasury bill, Treasury a 5 anni e a lungo termine e obbligazioni societarie con rating Aaa, su periodi più brevi (vedi sotto).

Due avvertenze. Prima del 1989 i dati azionari sono medie mensili e i rendimenti obbligazionari prima del 1953 sono valori annuali smussati, il che fa sembrare la storia più antica un po’ più tranquilla di quanto sia stata. E i dati sono americani perché sono la serie continua più lunga disponibile: la logica vale anche per altri mercati, i numeri esatti no.

Regola del 4%, il backtest: quante volte ogni mix ha esaurito il capitale

Azioni / bondFiniti al 4%Finiti al 4,5%Minimo sicuroResto per 100 $
100% azioni 2,1% 7,0% 3,07% 318 $
90/10 1,6% 7,0% 3,40% 276 $
80/20 1,6% 7,4% 3,72% 226 $
70/30 2,0% 8,6% 3,80% 177 $
60/40 2,6% 10,9% 3,76% 133 $
50/50 3,4% 13,3% 3,70% 96 $
40/60 4,8% 22,3% 3,63% 67 $
30/70 10,9% 33,7% 3,54% 46 $
20/80 24,9% 47,2% 3,34% 29 $
100% bond 48,4% 54,5% 2,40% 4 $

1.509 pensionamenti USA iniziati da febbraio 1871 a ottobre 1996, 30 anni ciascuno, in dollari. Bond = Treasury a 10 anni; ribilanciamento mensile; prelievi rivalutati con l’inflazione; prima di costi e tasse. Finiti = quota di pensionamenti che hanno esaurito il capitale. Minimo sicuro = tasso di prelievo sicuro nel caso peggiore, cioè il prelievo iniziale più alto che ha retto per tutte le date di inizio. Resto per 100 $ = capitale mediano dopo 30 anni con prelievi del 4%, al netto dell’inflazione.

Backtest della regola del 4%: il tasso di prelievo sicuro nel caso peggiore sale dal 2,40% con sole obbligazioni al 3,80% con il 70% in azioni, poi scende al 3,07% con sole azioni; il tasso mediano sale dal 4,1% al 7,4%

Tasso di prelievo iniziale più alto, rivalutato con l’inflazione, che è durato 30 anni: caso peggiore e mediano di 1.509 pensionamenti USA iniziati da febbraio 1871 a ottobre 1996, per quota in azioni (il resto in Treasury a 10 anni), ribilanciamento mensile, prima di costi e tasse. Fonte: S&P 500 (S&P Dow Jones Indices, Robert Shiller); Tesoro USA/Federal Reserve (FRED); Bureau of Labor Statistics USA; analisi Bondfish.

Spiccano tre cose.

  1. Tra il 50% e il 100% in azioni, le obbligazioni hanno cambiato poco la frequenza dei fallimenti al 4%. Ogni mix in questo intervallo ha esaurito il capitale tra l’1,6% e il 3,4% dei pensionamenti. La sicurezza storica della regola del 4% viene soprattutto dalla crescita di lungo periodo delle azioni, non dalle obbligazioni che le affiancano.
  2. Il vero compito delle obbligazioni è il caso peggiore. Passare dal 100% in azioni a un 70/30 ha alzato il tasso di prelievo sicuro nel caso peggiore dal 3,07% al 3,80%, a un soffio dalla regola del 4%. Quasi tutto questo guadagno viene da un solo disastro: il crollo del 1929.
  3. Troppe obbligazioni fanno più danni di troppo poche. Sotto il 40% in azioni i fallimenti si moltiplicano: ha finito i soldi il 10,9% dei pensionamenti con un 30/70, il 24,9% con un 20/80 e il 48,4% con sole obbligazioni. L’inflazione ha eroso lentamente il portafoglio tutto obbligazionario.

Il prezzo delle obbligazioni è ciò che lasci. Il pensionato tipico (mediano) tutto in azioni, con prelievi del 4%, ha chiuso i 30 anni con 318 $ per ogni 100 $ di partenza, al netto dell’inflazione. Un pensionato 60/40 ne aveva 133, uno tutto in obbligazioni appena 4.

Le obbligazioni non impediscono alla regola del 4% di fallire: ritardano il fallimento

I tassi di fallimento nascondono quanto è grave un fallimento. Restare senza soldi al ventinovesimo anno o al sedicesimo sono pensioni molto diverse.

  • 100% azioni: 32 dei 1.509 pensionamenti hanno esaurito il capitale al 4%. Il primo a cedere, iniziato nell’ottobre 1929, era vuoto dopo 16,5 anni.
  • 60/40: hanno ceduto 39 pensionamenti, un po’ di più, ma il primo è durato 25,7 anni e il fallimento tipico è arrivato al 28° anno.
  • Con un prelievo del 4,5% il divario si allarga: il primo fallimento tutto in azioni è arrivato dopo 13,8 anni, contro 20,5 per il 60/40.

Per chi va in pensione a 65 anni, è la differenza tra restare a corto di soldi intorno agli 81 anni o intorno ai 90.

Dove le obbligazioni si sono guadagnate il posto: la deflazione del 1929, non l’inflazione del 1966

Le obbligazioni hanno aiutato in molti meno pensionamenti di quanto si pensi. Un portafoglio 60/40 ha permesso un tasso di prelievo sicuro più alto del 100% azioni in appena 117 delle 1.509 date di inizio (7,8%); in 1.330 di queste il mix migliore sarebbe stato tutto in azioni. Ma le poche date in cui le obbligazioni hanno vinto sono proprio quelle che definiscono la regola del 4%.

Tasso di prelievo sicuro più basso per anno di pensionamento dal 1871 al 1996 per 100% azioni, 60/40 e 100% bond: le obbligazioni hanno alzato il pensionamento del 1929 dal 3,07% ma non hanno aiutato quelli iniziati nel 1966

Tasso di prelievo sicuro più basso tra i pensionamenti iniziati in ogni anno solare, 30 anni, prelievi rivalutati con l’inflazione. Bond = Treasury a 10 anni. Fonte: S&P 500 (S&P Dow Jones Indices, Robert Shiller); Tesoro USA/Federal Reserve (FRED); Bureau of Labor Statistics USA; analisi Bondfish.

  • 1929–1932, deflazione: le azioni USA hanno perso l’82% del loro valore, dividendi inclusi, da settembre 1929 a giugno 1932, mentre i prezzi al consumo sono scesi del 27% entro marzo 1933. I Treasury a 10 anni hanno reso il 12,5% l’anno al netto dell’inflazione da ottobre 1929 a giugno 1932. Chi andò in pensione nell’ottobre 1929 tutto in azioni avrebbe potuto prelevare in sicurezza solo il 3,07%; con un 60/40 il valore era il 4,29%, con un 40/60 il 4,71%.
  • 1941–1951, inflazione con tassi bassi: a gennaio 1941 il rendimento a 10 anni era dell’1,95%, ed entro la fine del 1951 i prezzi al consumo sono saliti dell’88%. Le obbligazioni hanno perso il 3,85% l’anno al netto dell’inflazione. Chi andò in pensione nel febbraio 1941 tutto in obbligazioni poteva prelevare in sicurezza solo il 2,40%, il caso peggiore nei nostri dati, e al 4% ha finito i soldi dopo 18,2 anni. Un 60/40 dello stesso mese poteva prelevare il 5,75%.
  • 1966–1981, la Grande Inflazione: il rendimento a 10 anni è salito dal 4,65% di fine 1965 al 15,84% di settembre 1981, e i prezzi al consumo sono quasi triplicati. Le obbligazioni hanno perso il 2,95% l’anno al netto dell’inflazione, più delle azioni (0,97%). Per chi andò in pensione nel gennaio 1966, ogni dollaro spostato in obbligazioni ha peggiorato le cose: il tasso sicuro era il 3,91% con sole azioni, il 3,80% con un 60/40 e il 3,32% con sole obbligazioni.

In altre parole, le obbligazioni tradizionali sono un’assicurazione contro un solo tipo di disastro: una crisi deflazionistica, in cui le azioni crollano e i prezzi al consumo scendono, così ogni cedola fissa compra di più. Servono a poco, e possono anzi pesare, quando il nemico è l’inflazione: per questo tutti i pensionamenti 60/40 che hanno esaurito il capitale al 4% sono iniziati tra il 1964 e il 1969.

Pensionati reali dal 2000: le obbligazioni hanno salvato un gruppo e tradito un altro

La storia recente mostra entrambe le facce. Nessuno di questi pensionamenti ha ancora compiuto 30 anni, quindi la tabella mostra la situazione a settembre 2026.

Pensione da100% azioni80/2060/40100% bond
Gennaio 2000 5 41 55 35
Novembre 2007 194 155 117 35
Gennaio 2022 115 100 87 55

Valore reale del portafoglio a fine settembre 2026 rispetto al capitale iniziale (inizio = 100), con prelievi del 4% l’anno rivalutati con l’inflazione. Bond = Treasury a 10 anni.

Chi è andato in pensione nel gennaio 2000 con il 100% in azioni ha incontrato lo scoppio della bolla dot-com e poi il 2008 nel primo decennio. Con prelievi del 4%, a settembre 2026 gli restava appena il 5% del capitale iniziale in termini reali, ed era sulla strada per esaurirlo prima dei 30 anni. Un pensionato 60/40 aveva ancora il 55%. Dal 2000 al 2002 le azioni hanno perso il 37,6% in totale, mentre i Treasury a 10 anni hanno guadagnato il 42,5%.

Pensione da gennaio 2000 con prelievi del 4%: a settembre 2026 il valore reale del portafoglio era sceso al 5% del capitale iniziale con il 100% in azioni, contro il 55% del 60/40 e il 35% del 100% bond

Valore del portafoglio al netto dell’inflazione e dei prelievi pari al 4% del capitale iniziale l’anno, rivalutati con l’inflazione, da gennaio 2000 a settembre 2026. Bond = Treasury a 10 anni, ribilanciamento mensile. Fonte: S&P 500 (S&P Dow Jones Indices, Robert Shiller); Tesoro USA/Federal Reserve (FRED); Bureau of Labor Statistics USA; analisi Bondfish.

Guarda la linea delle sole obbligazioni. È rimasta sopra quella del 60/40 per oltre 23 anni, poi è scesa da 73 a fine 2021 a 46 a ottobre 2023, mentre i rendimenti salivano e l’inflazione gonfiava i prelievi. Chi è andato in pensione nel 2022 ha vissuto l’opposto. Nel 2022 le azioni hanno perso il 18,1% e i Treasury a 10 anni il 16,4%, mentre i prezzi al consumo salivano del 6,5%. Le obbligazioni non hanno offerto alcun cuscinetto: a settembre 2026 un pensionato del 2022 tutto in obbligazioni aveva il 55% del capitale iniziale in termini reali, contro l’87% del 60/40 e il 115% delle sole azioni. Chi è andato in pensione nel novembre 2007, un mese dopo il picco della Borsa prima della crisi, mostra che anche le azioni possono superare un inizio difficile: il 2008 ha fatto male, ma il lungo rialzo successivo ha più che compensato, lasciando un portafoglio tutto in azioni al 194% del valore iniziale in termini reali, contro il 117% del 60/40.

Quali obbligazioni aiutano di più con la regola del 4%? Nel caso peggiore vincono le brevi

Bengen usava Treasury a medio termine, lo studio Trinity obbligazioni societarie di alta qualità. Per confrontare i diversi tipi di bond servono dati per tutti, e questo restringe il test ai pensionamenti iniziati tra il 1962 e il 1996. La finestra comprende il disastro del 1966 ma non il 1929.

Bond usatoMinimo sicuroFiniti al 4%Resto per 100 $Solo bond: finiti
Treasury bill a 3 mesi 3,95% 1,7% 158 $ 56,4%
Treasury a 5 anni 3,93% 1,7% 228 $ 20,4%
Treasury a 10 anni 3,76% 9,4% 264 $ 27,8%
Treasury a lungo termine 3,48% 17,0% 324 $ 33,1%
Societarie Aaa 3,50% 14,6% 346 $ 24,9%

Portafoglio 60/40 con ciascun tipo di bond, pensionamenti USA iniziati da febbraio 1962 a ottobre 1996, prelievi del 4% rivalutati con l’inflazione, ribilanciamento mensile, in dollari. Treasury a lungo termine e societarie Aaa modellati come bond a 25 anni. Finiti = quota di pensionamenti che hanno esaurito il capitale. Minimo sicuro = tasso di prelievo sicuro nel caso peggiore. Solo bond = un portafoglio fatto solo di quel bond.

Portafoglio 60/40 con diversi bond, pensionamenti USA 1962–1996: tasso di prelievo sicuro nel caso peggiore del 3,95% con i Treasury bill e del 3,50% con le societarie Aaa; capitale mediano rimasto di 1,6 volte l’iniziale con i Treasury bill e 3,5 volte con le societarie Aaa

Portafoglio 60/40 con ciascun tipo di bond, pensionamenti USA iniziati da febbraio 1962 a ottobre 1996, prelievi del 4% rivalutati con l’inflazione, ribilanciamento mensile. Treasury a lungo termine e societarie Aaa modellati come bond a 25 anni. Fonte: S&P 500 (S&P Dow Jones Indices, Robert Shiller); Tesoro USA/Federal Reserve (FRED); Moody’s (via FRED); Bureau of Labor Statistics USA; analisi Bondfish.

  • I bond brevi hanno dato il miglior caso peggiore. Un 60/40 con Treasury bill o Treasury a 5 anni avrebbe permesso di prelevare in sicurezza il 3,95% e il 3,93%, contro il 3,76% con i Treasury a 10 anni e il 3,48% con quelli a lungo termine. In questa finestra i Treasury a 10 anni non hanno migliorato affatto il caso peggiore delle sole azioni (3,79%). I bond più brevi perdono meno quando l’inflazione spinge in alto i tassi, il concetto alla base della differenza tra duration e scadenza delle obbligazioni.
  • I bond lunghi hanno lasciato di più nei periodi normali. Il pensionato 60/40 mediano ha chiuso con 1,6 volte il capitale iniziale in termini reali con i Treasury bill, contro 3,2 volte con i Treasury a lungo termine e 3,5 volte con le obbligazioni societarie Aaa.
  • I Treasury bill funzionano solo in coppia con le azioni. Un portafoglio fatto solo di T-bill ha esaurito il capitale al 4% nel 56% di questi pensionamenti, perché i loro rendimenti hanno tenuto a malapena il passo dell’inflazione.
  • Le obbligazioni societarie si sono comportate come i Treasury a lungo termine. Le Aaa hanno dato un caso peggiore simile (3,50% contro 3,48%) e un po’ più di capitale finale grazie al rendimento extra. La nostra serie si basa sui rendimenti Moody’s delle obbligazioni Aaa già in circolazione, che ignorano default e declassamenti: semmai favorisce le societarie.

Nessun tipo di bond ha vinto tutti i disastri. I Treasury a 10 anni sono stati gli eroi del 1929; nell’inflazione del 1966 hanno tenuto meglio i bond più brevi. (I nostri dati sui T-bill partono dal 1934, quindi non possiamo testarli sul 1929.) Per chi investe in euro, gli ETF obbligazionari a breve termine sono uno dei modi per tenere la parte breve del portafoglio.

La regola del 4% con i bond al 5%: che cosa cambia oggi

I rendimenti di partenza contano molto di più per le obbligazioni che per le azioni. Nei nostri 1.509 pensionamenti, la correlazione tra il rendimento a 10 anni nel giorno del pensionamento e il tasso di prelievo sicuro è stata di 0,66 per un portafoglio tutto in obbligazioni, 0,47 per il 60/40 e appena 0,20 per le sole azioni.

Il 29 ottobre 2026 il Treasury USA a 10 anni rendeva circa il 5,0% e quello a 30 anni circa il 5,3%. È questo lo sfondo di chi propone di tenere più obbligazioni. Ma un rendimento nominale alto da solo non basta. Nel febbraio 1966 anche il 10 anni rendeva il 5,02%, e quel mese ha dato inizio al peggior pensionamento 60/40 tra tutte le date con un rendimento del 5% o più, perché poi l’inflazione è salita ben oltre quel rendimento.

La differenza è che oggi si può bloccare un rendimento reale, cioè al netto dell’inflazione. Il 29 ottobre i Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS) a 20 e 30 anni rendevano circa il 3,1% oltre l’inflazione. Nei dati di fine mese dal 2004, il rendimento dei TIPS a 30 anni è stato più alto solo a ottobre 2008 e a settembre 2026. Una scala di TIPS con una scadenza ogni anno per 30 anni, comprata a questi rendimenti, pagherebbe circa il 4,9% del capitale iniziale l’anno, rivalutato con l’inflazione e garantito dal governo USA, se tenuta fino a scadenza. A novembre 2021, quando i rendimenti reali erano negativi, la stessa scala avrebbe pagato solo il 3,0% circa.

Il confronto con la regola del 4% è favorevole, ma non è la stessa cosa. Una scala di TIPS consuma tutto il capitale entro il trentesimo anno, quindi non lascia nulla agli eredi né copre una vita più lunga, e per un investitore in euro aggiunge il rischio di cambio. L’equivalente in euro sono i titoli di Stato indicizzati all’inflazione: i BTP€i sono legati all’inflazione dell’area euro, i BTP Italia a quella italiana, e anche altri Stati dell’area euro, come la Francia, ne emettono.

Per un investitore italiano contano anche le tasse, che il nostro backtest non include. Cedole e plusvalenze dei titoli di Stato detenuti direttamente, compresi BTP e Treasury USA (gli Stati Uniti sono nella white list), sono tassate al 12,5%, mentre i proventi degli ETF obbligazionari sono tassati al 26%, con l’aliquota del 12,5% solo sulla quota investita in titoli di Stato. Per chi vive dei prelievi dal portafoglio, la differenza pesa sul reddito netto. Puoi filtrare i titoli di Stato per scadenza e rendimento su Bondfish per costruire la parte obbligazionaria.

Come usare le obbligazioni con la regola del 4%: cinque lezioni dal backtest

  1. Tieni delle obbligazioni, ma non la maggior parte del capitale. Tenere dal 20% al 50% in obbligazioni ha dato il miglior caso peggiore (dal 3,70% al 3,80%). Sotto il 40% in azioni i fallimenti si moltiplicano.
  2. Sappi che cosa assicurano le tue obbligazioni. Le obbligazioni tradizionali hanno protetto da crolli deflazionistici come quello del 1929 e da mercati ribassisti come quello del 2000–2002, non da un’inflazione come quella del 1966. I titoli indicizzati all’inflazione coprono questo vuoto.
  3. Usa bond più brevi per il ruolo di protezione. I Treasury brevi e a medio termine hanno dato al 60/40 il miglior caso peggiore dal 1962 al 1996. Bond lunghi e societari hanno lasciato di più in media, ma hanno fallito più spesso.
  4. Il tasso di prelievo conta più del mix. Per un 60/40, passare da un prelievo del 4% a uno del 5% ha portato il tasso di fallimento dal 2,6% al 24,0%. Tra il 50% e il 100% in azioni, nessun cambio di mix lo ha spostato di più di 1,8 punti.
  5. Considera i rendimenti reali di oggi. I TIPS non esistevano prima del 1997, quindi i creatori della regola del 4% non avevano questa opzione. Ai rendimenti attuali, una scala di TIPS a 30 anni può finanziare circa il 4,9% l’anno in termini reali, senza rischio di mercato se tenuta fino a scadenza.

In sintesi

Non sono le obbligazioni a far funzionare la regola del 4%. In 155 anni di dati USA il grosso del lavoro l’hanno fatto le azioni, e tra il 50% e il 100% in azioni il tasso di fallimento al 4% si è mosso appena. Le obbligazioni hanno comprato protezione contro la peggiore sequenza della storia, il crollo del 1929: hanno alzato il tasso di prelievo sicuro nel caso peggiore dal 3,07% a circa il 3,80% e spostato il primo fallimento al 4% da 16,5 a 25,7 anni. Contro l’inflazione non hanno fatto nulla, e tenerne troppe ha portato a un fallimento lento. Con rendimenti reali vicini al 3%, le obbligazioni migliori per chi applica la regola del 4% oggi potrebbero essere quelle protette dall’inflazione.

Dati e fonti

Rendimento totale dell’S&P 500: dati di Robert Shiller sul mercato azionario USA (medie mensili, 1871–1989) e livelli di fine mese dell’indice S&P 500 total return (da ottobre 1989). Rendimenti dei Treasury a 10 anni: Robert Shiller (fino al 1961), Tesoro USA e Federal Reserve via FRED (dal 1962). Rendimenti dei Treasury bill, dei Treasury a 5 anni e a lungo termine: Tesoro USA e Federal Reserve (FRED). Rendimenti delle obbligazioni societarie: rendimento Moody’s delle obbligazioni societarie Aaa (via FRED). Prezzi al consumo USA: Robert Shiller (fino al 1912) e Bureau of Labor Statistics USA (dal 1913). Rendimenti attuali di Treasury e TIPS: rendimenti di mercato dei titoli del Tesoro USA alla chiusura del 29 ottobre 2026. Rendimenti delle obbligazioni e dei portafogli, simulazioni dei prelievi e pagamento della scala di TIPS (rendimenti reali interpolati tra le scadenze) sono un calcolo di Bondfish. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Studi sulla regola del 4%

Dati

Tasse in Italia

Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce una consulenza di investimento. Investire comporta rischi, compresa la possibile perdita del capitale. I rendimenti passati e i backtest storici non garantiscono quelli futuri. Il tasso di prelievo adatto dipende dalla tua situazione personale, dalle tasse e dalle altre entrate: valuta di rivolgerti a un consulente finanziario abilitato prima di prendere decisioni sulla pensione.

Questo articolo non costituisce consulenza di investimento né raccomandazione personale. Gli investimenti in titoli e altri strumenti finanziari comportano sempre il rischio di perdita del capitale. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Bondfish non raccomanda di utilizzare i dati e le informazioni forniti come unica base per prendere decisioni di investimento. Non dovresti prendere decisioni di investimento senza aver prima condotto la tua ricerca e considerato la tua situazione finanziaria.