La crisi di bilancio della Francia: perché i mercati trattano un Paese con rating Aa3 come un credito più debole
Nella crisi del debito francese, i titoli di Stato della Francia prezzano la direzione dei conti pubblici, non il rating del Paese. Il 29 ottobre 2026 l’OAT, il titolo di Stato francese a 10 anni, rendeva il 4,88%, cioè 152 punti base (pb) in più del Bund tedesco di pari durata. È uno spread più alto di quello dell’Italia (113 pb, rating BBB+ di S&P) e della Grecia (94 pb, rating BBB), e pari a 2,5 volte quello della Spagna (61 pb), che S&P valuta A+ come la Francia. Moody’s assegna ancora alla Francia un Aa3. Gli investitori guardano oltre il voto delle agenzie: un deficit fermo intorno al 5% del PIL, un debito diretto verso il 122% del PIL, una spesa per interessi che nel 2027 dovrebbe arrivare a circa 91 miliardi di euro e un Parlamento senza una maggioranza per approvare il bilancio.
Nel primo decennio dell’euro la Francia si finanziava quasi alle stesse condizioni della Germania: tra il 2000 e il 2007 lo spread a 10 anni sul Bund è stato in media di appena 7 pb. Il 21 ottobre 2026 il rendimento dell’OAT a 10 anni ha chiuso al 5,01%, la prima chiusura sopra il 5% da luglio 2002. Il giorno dopo ha chiuso al 5,08% e lo spread ha toccato 174 pb, il livello più alto da novembre 2011, nel pieno della crisi dell’euro. Alla chiusura del 22 e del 23 ottobre la Francia pagava per indebitarsi a 10 anni perfino più degli Stati Uniti.
Quanto si sono mossi i rendimenti francesi nel 2026
Il termometro più chiaro di come i mercati vedono la Francia è lo spread: il rendimento in più che gli investitori chiedono per tenere un titolo francese invece del titolo tedesco con la stessa scadenza. La Germania è il debitore di riferimento dell’area euro, quindi la differenza elimina l’effetto dei tassi della Banca centrale europea e isola il rischio specifico della Francia. È lo stesso meccanismo del più noto spread BTP-Bund.

Rendimento del titolo di Stato francese a 10 anni (OAT) meno quello del Bund tedesco a 10 anni, chiusure giornaliere, da gennaio 2000 al 29 ottobre 2026. Fonte: rendimenti di chiusura giornalieri dei titoli di Stato benchmark a 10 anni; analisi Bondfish.
Lo spread ha iniziato il 2026 a 71 pb ed è sceso a un minimo di 55 pb il 25 febbraio. Poi in otto mesi è più che triplicato, con gran parte del movimento dopo l’estate: ha chiuso settembre a 127 pb e ha toccato il massimo di 174 pb il 22 ottobre. Il 29 ottobre ha chiuso a 152 pb.
La pressione cresce da giugno 2024, quando il presidente Emmanuel Macron ha sciolto l’Assemblea nazionale e convocato elezioni anticipate. In una settimana lo spread è salito da 48 a 77 pb. Il voto ha prodotto un Parlamento diviso in tre blocchi senza maggioranza, e da allora la Francia fatica ad approvare i bilanci. Quello del 2026 è stato adottato solo il 2 febbraio 2026 con l’articolo 49.3 della Costituzione, che permette al governo di far passare una legge senza voto, a meno che non venga sfiduciato.
Crisi del debito francese: titoli prezzati sotto il loro rating
I tre rating principali della Francia restano nella metà alta della scala investment grade: Aa3 per Moody’s (l’equivalente di AA-, con outlook negativo da ottobre 2025) e A+ per S&P Global Ratings e Fitch, che nell’autunno 2025 hanno entrambe tagliato la Francia di un gradino. Sulla scala di S&P, A+ è tre gradini sopra il BBB+ dell’Italia e quattro sopra il BBB della Grecia. Il mercato obbligazionario non tiene conto di questa classifica.

Rendimento del titolo di Stato a 10 anni di ciascun Paese meno quello del Bund tedesco a 10 anni alla chiusura del 29 ottobre 2026; rating a lungo termine di S&P tra parentesi. Fonte: rendimenti di chiusura giornalieri dei titoli di Stato benchmark a 10 anni; S&P Global Ratings; analisi Bondfish.
- La Francia paga più dell’Italia, che ha un rating più basso. Il 29 ottobre l’OAT a 10 anni rendeva 39 pb in più del BTP a 10 anni, che rendeva il 4,48%. Al picco del 22 ottobre la differenza era di 50 pb. Ancora il 26 marzo 2026 la Francia pagava 22 pb in meno dell’Italia.
- Stesso rating, prezzo molto diverso. Anche Spagna e Portogallo hanno un rating A+ da S&P, ma i loro spread a 10 anni sono di 61 e 48 pb, contro i 152 pb della Francia.
- I declassamenti hanno mosso poco il mercato. Quando Fitch e S&P hanno portato la Francia ad A+, a settembre e ottobre 2025, lo spread è rimasto intorno a 79 pb. Il mercato li aveva in gran parte già scontati, e nel 2026 si è mosso di nuovo molto prima delle agenzie.
Perché mercati e agenzie di rating non sono d’accordo sulla Francia
Un rating e uno spread rispondono a domande diverse. Il rating è un giudizio sul rischio di insolvenza (default) su molti anni. Lo spread è un prezzo fissato ogni giorno da investitori che possono vendere il giorno dopo. Nel caso francese, cinque fattori separano le due cose.
- Le agenzie premiano ricchezza e istituzioni, il mercato prezza la tendenza. Quando il 28 agosto 2026 Fitch ha confermato la Francia ad A+, ha citato un’economia grande, diversificata e ad alto reddito e un sistema bancario solido. Sono punti di forza che cambiano lentamente. Gli investitori guardano invece alla direzione di marcia, ed è quella sbagliata.
- Il debito francese continua a salire, mentre la storia dell’Italia migliora. Secondo l’istituto nazionale di statistica INSEE, il debito pubblico francese è passato dal 112,6% del PIL di fine 2024 al 119,0% di giugno 2026. L’Italia invece ha raccolto giudizi migliori: Moody’s l’ha promossa a Baa2 a novembre 2025 e S&P ha alzato l’outlook a positivo a gennaio 2026.
- Senza maggioranza, niente bilancio. Il governo del primo ministro Sébastien Lecornu non ha la maggioranza assoluta all’Assemblea nazionale. Il 23 ottobre l’Assemblea ha respinto il bilancio 2027 della previdenza sociale, e il voto sulla parte delle entrate del bilancio dello Stato è slittato al 3 novembre. Ad aprile e maggio 2027 arrivano le elezioni presidenziali, quindi l’incertezza politica durerà a lungo.
- Nessuna rete di sicurezza facile dalla BCE. Lo scudo anti-spread della Banca centrale europea, il Transmission Protection Instrument (TPI), le permette di comprare i titoli di un Paese per fermare vendite disordinate, ma solo se il Paese rispetta le sue condizioni. La prima è il rispetto delle regole di bilancio europee: il Paese non deve essere in procedura per deficit eccessivo o, se lo è, non deve risultare inadempiente nella correzione del deficit. La Francia è in procedura dal 2024. Il percorso concordato limita la crescita della spesa primaria netta a circa l’1,2% l’anno e chiede di migliorare il saldo primario strutturale di circa lo 0,5% del PIL nel 2027, obiettivi che dipendono da un bilancio che ancora non ha una maggioranza. Il 29 ottobre la BCE ha lasciato il tasso sui depositi al 2,5%, e la presidente Christine Lagarde ha detto che la banca ha gli strumenti per rispondere a mercati disordinati, senza commentare direttamente la Francia.
- Molti titoli da collocare, in gran parte presso investitori esteri. Il progetto di bilancio 2027 prevede 340 miliardi di euro di nuovi titoli di Stato a medio e lungo termine, al netto dei riacquisti, contro i 310 miliardi del 2026. Secondo la Banque de France, nel primo trimestre del 2026 i non residenti detenevano il 57,5% del debito negoziabile dello Stato francese, e secondo i dati BCE sulle detenzioni di titoli gli investitori esteri sono stati i maggiori acquirenti netti di debito pubblico francese nel primo semestre. Quella domanda si stava già esaurendo prima delle vendite di ottobre: i dati della bilancia dei pagamenti dell’area euro mostrano che ad agosto gli acquisti di titoli di debito francesi da parte di investitori non francesi sono scesi a circa 2 miliardi di euro, dopo diversi mesi di forti acquisti. Una base di investitori così ampia e internazionale può tirarsi indietro in fretta quando il clima cambia.

Rendimento dei titoli di Stato a 10 anni di Francia, Italia e Spagna meno quello del Bund tedesco a 10 anni, chiusure giornaliere, dal 2 gennaio 2025 al 29 ottobre 2026. Fonte: rendimenti di chiusura giornalieri dei titoli di Stato benchmark a 10 anni; analisi Bondfish.
I numeri della crisi del debito francese: deficit, debito e interessi
Sono le cifre dello stesso governo a spiegare perché gli investitori chiedono più rendimento. Il deficit, sceso al 5,1% del PIL nel 2025, quest’anno è atteso al 5,4%. Il progetto di bilancio 2027, presentato in Consiglio dei ministri il 1° ottobre, punta al 5,0% e prevede comunque un debito in salita al 121,7% del PIL.
| Anno | Deficit | Debito | Interessi |
| 2024 |
5,8% |
112,6% |
58,1 mld € |
| 2025 |
5,1% |
115,6% |
64,7 mld € |
| 2026 (previsione) |
5,4% |
119,3% |
circa 79 mld € |
| 2027 (progetto di bilancio) |
5,0% |
121,7% |
circa 91 mld € |
Conti pubblici della Francia, amministrazioni pubbliche. Deficit e debito in % del PIL; interessi = spesa per interessi delle amministrazioni pubbliche. 2024 e 2025: INSEE. 2026 e 2027: previsioni del governo nel progetto di bilancio 2027 (interessi come esaminati dall’Alto consiglio delle finanze pubbliche).
- La spesa per interessi è la voce che cresce più in fretta. Gli interessi pagati dalle amministrazioni pubbliche sono passati da 58,1 miliardi di euro nel 2024 a 64,7 miliardi nel 2025. Il progetto di bilancio 2027 li vede a circa 91 miliardi nel 2027, circa il 41% in più rispetto al 2025.
- Il rialzo dei tassi si trasmette lentamente, ma si trasmette. Secondo l’agenzia del debito del Tesoro francese (Agence France Trésor), la vita media del debito negoziabile è di otto anni e cinque mesi. Eppure il fabbisogno di finanziamento dello Stato sale a 339,7 miliardi di euro nel 2027, 28 miliardi in più del 2026, soprattutto perché scadono circa 19 miliardi di titoli in più. Il fabbisogno comprende circa 189 miliardi di debito in scadenza, che sarà rifinanziato ai tassi più alti di oggi, oltre ai nuovi prestiti per coprire il deficit.
- L’organo di controllo dubita delle previsioni. L’Alto consiglio delle finanze pubbliche francese (HCFP) ha definito “ottimistica” la previsione di crescita dell’1,0% per il 2027 e ha giudicato molto improbabile riportare il deficit sotto il 3% del PIL nel 2029, come previsto dal governo. Fitch stima un deficit 2027 del 5,5%, non del 5,0%.
Cosa significa la crisi del debito francese per chi ha OAT in portafoglio
Le vendite non hanno riguardato solo i titoli a 10 anni. I rendimenti francesi sono saliti su tutta la curva, e il divario con la Germania si è allargato su ogni scadenza, perfino a due anni.
| Scadenza | Francia | Germania | Spread oggi | Spread 25 feb |
| 2 anni |
3,64% |
3,08% |
57 |
12 |
| 5 anni |
4,28% |
3,16% |
112 |
28 |
| 10 anni |
4,88% |
3,35% |
152 |
55 |
| 30 anni |
5,37% |
3,68% |
168 |
84 |
Rendimenti dei titoli di Stato francesi e tedeschi alla chiusura del 29 ottobre 2026 e spread della Francia sulla Germania in punti base, oggi e al 25 febbraio 2026 (il minimo del 2026 per lo spread a 10 anni).
Chi ha comprato titoli di Stato francesi all’inizio dell’anno ne sente il costo. Un OAT a 10 anni comprato alla pari il 25 febbraio, quando il rendimento a 10 anni era del 3,26%, oggi varrebbe circa 88 per ogni 100 di valore nominale. Contando gli interessi maturati nel frattempo, la perdita è di circa il 10%. Un OAT a 30 anni comprato lo stesso giorno al 4,21% perderebbe circa il 14%.
Un nuovo OAT a 10 anni comprato al rendimento di oggi ha una duration modificata di circa 7,8. In pratica, il suo prezzo scenderebbe di circa il 7,8% per ogni ulteriore punto percentuale di aumento del rendimento, e salirebbe più o meno dello stesso valore se i rendimenti tornassero a scendere. È la stessa logica spiegata nella guida alla differenza tra duration e scadenza delle obbligazioni.
Cosa significa per chi investe dall’Italia
- Oggi l’OAT rende più del BTP. Il BTP a 10 anni rende il 4,48% e l’OAT il 4,88%: chi compra il titolo francese riceve circa 39 pb in più, il compenso che il mercato chiede per l’incertezza politica e di bilancio della Francia. Per un confronto tra BTP e altre obbligazioni vedi anche comprare BTP o bond corporate.
- Stessa tassazione dei BTP. Per un investitore italiano, cedole e plusvalenze dei titoli di Stato francesi detenuti direttamente sono tassate al 12,5%, come i BTP, perché la Francia è nella white list. I proventi degli ETF obbligazionari sono invece tassati al 26%, con l’aliquota del 12,5% solo sulla quota investita in titoli di Stato.
- Il rischio di prezzo non è rischio di default. Un OAT tenuto fino alla scadenza paga tutte le cedole e il valore nominale, a meno che la Francia non vada in default. Tutte le principali agenzie collocano la Francia nella metà alta dell’investment grade, e nessuna ha segnalato un default probabile.
- Il rendimento extra è un compenso, non un regalo. Chi compra oggi può bloccare il 4,88% a 10 anni e il 5,37% a 30 anni, contro il 3,35% del Bund a 10 anni. Quel divario è il prezzo che il mercato chiede per i rischi descritti sopra, e potrebbe allargarsi ancora prima di restringersi.
- Controlla cosa contengono i tuoi fondi. La Francia è uno dei maggiori emittenti del mercato dei titoli di Stato dell’area euro, quindi i fondi e gli ETF sui titoli di Stato europei ne detengono in genere una quota rilevante. Sul tema vedi anche come usare i bond europei per diversificare il portafoglio.
- Confronta prima di comprare. Con lo screener obbligazionario di Bondfish puoi confrontare i titoli di Stato francesi con i BTP e con gli altri emittenti dell’area euro per rendimento, scadenza e rating.
Le date chiave per i titoli di Stato francesi fino alla primavera 2027
- 3 novembre 2026: voto dell’Assemblea nazionale sulla parte delle entrate del bilancio 2027 dello Stato.
- 17 novembre 2026: voto dell’Assemblea sull’intero bilancio dello Stato, che passa poi al Senato.
- 27 novembre 2026: revisione programmata del rating della Francia da parte di S&P.
- 17 dicembre 2026: scade il termine di 70 giorni per l’esame parlamentare del bilancio; dopo, la Costituzione consente al governo di adottarlo per ordinanza.
- 18 aprile e 2 maggio 2027: primo e secondo turno delle elezioni presidenziali.
In sintesi
I rating della Francia descrivono un Paese ricco, con istituzioni solide, in grado di pagare i propri debiti. I suoi rendimenti descrivono un Paese con un debito che continua a salire, un bilancio senza maggioranza e una rete di sicurezza della banca centrale piena di condizioni. Con 152 pb sul Bund, più di quanto pagano Italia e Grecia, il mercato prezza di fatto la Francia come un credito più debole di quanto dicano i suoi rating Aa3 e A+. Se questo divario si chiuderà dipende dai voti sul bilancio di novembre e dicembre e dalle elezioni del 2027, non dalle agenzie. Per chi detiene questi titoli, oggi il rischio è l’oscillazione dei prezzi, non il default.
Dati e fonti
Rendimenti dei titoli di Stato: rendimenti di chiusura giornalieri dei titoli benchmark generici a 2, 5, 10 e 30 anni di Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Grecia, Portogallo, Finlandia, Austria, Irlanda e Paesi Bassi, da gennaio 2000 al 29 ottobre 2026; rendimenti di chiusura del Treasury USA a 10 anni di ottobre 2026. Spread, prezzo e rendimento degli OAT ipotetici comprati il 25 febbraio 2026 (cedola annua pari al rendimento di quel giorno) e duration modificata sono un calcolo di Bondfish. Rating: S&P Global Ratings, Moody’s e Fitch Ratings al 29 ottobre 2026. Conti pubblici: INSEE (2024–2025 e giugno 2026) e progetto di legge di bilancio 2027 del governo francese (2026–2027). Struttura e finanziamento del debito: Agence France Trésor (programma di finanziamento 2027) e Banque de France. Detenzioni e flussi: statistiche BCE sulle detenzioni di titoli e bilancia dei pagamenti dell’area euro. Percorso di bilancio: procedura UE per deficit eccessivo nei confronti della Francia.
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