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06.10.2026
Bond tent: ridurre il rischio verso la pensione funziona davvero?
Bond tent: ridurre il rischio verso la pensione funziona davvero?
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Il bond tent funziona come un’assicurazione per i primi anni di pensione, non come una strategia migliore in assoluto. Nei dati statunitensi dal 1871, ridurre le azioni al 30% al momento del pensionamento e riportarle al 60% nel decennio successivo ha esaurito il capitale nel 3,7% dei pensionamenti di 30 anni con un prelievo del 4%, contro il 2,8% di un classico 60/40 e l’11,9% di chi riduce il rischio e resta prudente per sempre.

Poche idee sulla pensione circolano velocemente come il bond tent nei forum dedicati al pensionamento anticipato (il movimento FIRE). La logica è intuitiva: gli anni subito prima e subito dopo l’uscita dal lavoro sono quelli in cui un crollo di mercato fa più danni, perché il portafoglio è al suo massimo e si sta per iniziare a venderlo per vivere. Così si aumentano le obbligazioni in vista della pensione, si spendono prima quelle e si lascia risalire la quota azionaria.

Il termine è stato reso popolare dal pianificatore finanziario Michael Kitces, e uno studio del 2014 di Wade Pfau e Kitces pubblicato sul Journal of Financial Planning ha rilevato che un glide path azionario crescente (30% di azioni al pensionamento, in salita fino al 60%) batteva un 60% costante nelle simulazioni Monte Carlo. Noi volevamo sapere cosa è successo davvero. Così abbiamo applicato la strategia a ogni data di inizio pensione negli Stati Uniti dal 1881 al 1996.

Che cos’è il bond tent?

Un glide path (percorso di allocazione) è un programma che stabilisce come cambia nel tempo il mix tra azioni e obbligazioni. La maggior parte dei fondi target date segue un glide path decrescente: sempre meno azioni, anno dopo anno, anche durante la pensione. Il bond tent è diverso. La quota obbligazionaria sale fino al pensionamento e poi torna a scendere, quindi sul grafico l’allocazione in obbligazioni prende la forma di una tenda, una V rovesciata.

Serve a combattere il rischio di sequenza dei rendimenti (sequence-of-returns risk): il pericolo che i rendimenti negativi arrivino all’inizio della pensione, mentre si preleva, costringendo a vendere a prezzi bassi senza più recuperare. Kitces chiama l’ultimo decennio prima della pensione e i primi anni successivi la “zona rossa” della pensione.

Abbiamo confrontato tre percorsi, ciascuno a partire da 10 anni prima del pensionamento:

  • 60/40 statico: 60% azioni e 40% obbligazioni dall’inizio alla fine.
  • Bond tent: le azioni scendono dal 60% al 30% nei 10 anni prima della pensione, poi risalgono al 60% nei primi 10 anni di pensione.
  • De-risking permanente: stessa discesa al 30% di azioni, poi un 30/70 per il resto della pensione, più o meno dove finiscono molti investitori in fondi target date.

Grafico del bond tent: la quota azionaria scende dal 60% al 30% al pensionamento e risale al 60%, a confronto con un 60/40 statico e un de-risking permanente

Quota azionaria da 10 anni prima a 30 anni dopo il pensionamento, per i tre percorsi testati. Fonte: analisi Bondfish.

Come abbiamo testato il bond tent

  • Dati: azioni USA (l’S&P 500 e i suoi predecessori, con dividendi reinvestiti), rendimenti dei Treasury USA a 10 anni e prezzi al consumo USA, mensili dal 1871 a settembre 2026.
  • Obbligazioni: un Treasury a 10 anni a scadenza costante, con rendimenti calcolati dai tassi (cedola più variazione di prezzo), rinnovato ogni mese.
  • Pensionamenti: 1.389 date di inizio mensili dal 1881 al 1996, ciascuna di 30 anni. Le date successive non hanno ancora completato 30 anni.
  • Spesa: il pensionato preleva una quota fissa del portafoglio nel primo anno (4%, 4,5% o 5%) e poi rivaluta quell’importo con l’inflazione ogni mese.
  • Fallimento: il capitale si esaurisce prima dei 30 anni. Il tasso di prelievo sicuro di una data di inizio è il tasso iniziale più alto che sarebbe durato per tutti i 30 anni.
  • Regole: i portafogli vengono ribilanciati ogni mese verso l’allocazione obiettivo, senza costi né tasse.

Due avvertenze. Prima del 1989 i dati azionari sono medie mensili e i rendimenti obbligazionari prima del 1953 sono dati annuali livellati, il che fa sembrare la storia più antica un po’ più tranquilla di quanto fosse. Inoltre i dati sono statunitensi perché sono la serie continua più lunga disponibile: la logica vale anche per altri mercati, compreso quello italiano, ma i numeri esatti no.

Bond tent contro 60/40: tassi di fallimento su pensioni di 30 anni

StrategiaFallisce al 4%Fallisce al 4,5%Fallisce al 5%Caso peggiore
60/40 statico 2,8% 11,8% 26,1% 3,76%
Bond tent (60→30→60) 3,7% 14,5% 33,1% 3,70%
De-risking permanente (30/70) 11,9% 36,6% 50,9% 3,54%

Quota di 1.389 pensionamenti USA (date di inizio mensili, dal 1881 al 1996) che hanno esaurito il capitale entro 30 anni. Caso peggiore = tasso di prelievo più alto sopravvissuto a ogni data di inizio.

A ogni tasso di prelievo testato, il tent ha esaurito il capitale un po’ più spesso di un classico 60/40, e il suo tasso di prelievo sicuro nel caso peggiore è stato leggermente inferiore: 3,70% contro 3,76%, in entrambi i casi per pensionamenti iniziati a metà degli anni Sessanta. Considerando tutte le date di inizio, il tasso di prelievo sicuro del tent è stato inferiore a quello del 60/40 nel 78% dei casi.

Ciò che il tent ha battuto nettamente è il percorso in cui molti investitori finiscono davvero: ridurre il rischio e restare prudenti. Il portafoglio 30/70 è fallito più di tre volte più spesso del tent al 4% (11,9% contro 3,7%) e due volte e mezzo più spesso al 4,5% (36,6% contro 14,5%). La metà utile del tent non sono le obbligazioni in entrata. Sono le azioni che tornano.

Su questo punto i risultati coincidono con quelli di Pfau e Kitces, che hanno rilevato anche che i glide path decrescenti non aiutano. Dove la storia si discosta dalle loro simulazioni è il confronto diretto con un 60% costante: la loro versione più lenta, dal 30% al 60% nell’arco di tutti i 30 anni, nei nostri dati ha fatto ancora peggio, fallendo nel 5,7% dei casi al 4%.

Grafico a barre dei tassi di fallimento su pensioni di 30 anni con prelievi del 4%, 4,5% e 5% per 60/40 statico, bond tent e de-risking permanente 30/70

Quota di 1.389 pensionamenti USA (date di inizio mensili, dal 1881 al 1996) che hanno esaurito il capitale entro 30 anni. Fonte: Robert Shiller (S&P 500, rendimenti e prezzi storici), U.S. Treasury / Federal Reserve (rendimenti), U.S. Bureau of Labor Statistics (inflazione); analisi Bondfish.

Da notare anche quanto il tasso di prelievo conti più del glide path. Con lo stesso portafoglio 60/40, passare da un prelievo del 4% a uno del 5% ha fatto salire il tasso di fallimento dal 2,8% al 26,1%.

Quando il bond tent ha aiutato: un crollo subito dopo la pensione

Il tent dimostra il suo valore in uno scenario preciso: un forte mercato ribassista nei primi anni di pensione, seguito da una ripresa. Avere più obbligazioni sul fondo significa vendere meno azioni a prezzi bassi, e il ritorno al 60% riporta denaro sulle azioni mentre sono ancora convenienti. I successi del tent si concentrano intorno al 1929–1931, al 1937 e al 1968–1973.

Grafico a barre per anno di pensionamento dal 1881 al 1996: tasso di prelievo sicuro del bond tent meno quello del 60/40, con guadagni intorno al 1929, 1937 e 1969-73 e perdite nella maggior parte degli altri anni

Tasso di prelievo sicuro del bond tent meno quello del 60/40 statico, date di inizio a gennaio dal 1881 al 1996, punti percentuali. Fonte: Robert Shiller (S&P 500, rendimenti e prezzi storici), U.S. Treasury / Federal Reserve (rendimenti), U.S. Bureau of Labor Statistics (inflazione); analisi Bondfish.

In pensione da60/40Bond tentDe-risking permanente
Ottobre 1929 23 124 37
Marzo 1937 33 67 Esaurito, anno 28
Gennaio 1966 Esaurito, anno 27 Esaurito, anno 26 Esaurito, anno 25
Gennaio 1973 31 53 17
Gennaio 2000 (in corso) 56 104 52
Gennaio 2008 (in corso) 124 136 70

Valore reale del portafoglio dopo 30 anni (o a settembre 2026 per i pensionamenti ancora in corso), prelievo iniziale del 4% rivalutato con l’inflazione. Saldo al giorno del pensionamento = 100.

Il pensionato del 2000 è l’esempio moderno. Chi aveva un 60/40 e prelevava il 4% ha subito lo scoppio della bolla dot-com e poi il 2008 nel primo decennio, e a settembre 2026 era sceso al 56% del capitale iniziale in termini reali. Chi aveva il tent era risalito al 104%. Il rovescio della medaglia: ridurre il rischio durante il boom di fine anni Novanta avrebbe lasciato all’investitore con il tent circa il 19% di capitale in meno il giorno del pensionamento, quindi il tent ha comprato quella sicurezza al prezzo di un gruzzolo più piccolo.

Grafico del valore reale del portafoglio per chi è andato in pensione a gennaio 2000 prelevando il 4%: il bond tent chiude vicino a 104, il 60/40 statico e il de-risking permanente vicino a 56 e 52

Valore reale del portafoglio per chi è andato in pensione a gennaio 2000, prelievo iniziale del 4% rivalutato con l’inflazione, fino a settembre 2026. Fonte: Robert Shiller (S&P 500, rendimenti e prezzi storici), U.S. Treasury / Federal Reserve (rendimenti), U.S. Bureau of Labor Statistics (inflazione); analisi Bondfish.

Il costo nascosto: ridurre il rischio nel decennio prima della pensione

La prima metà del tent ha un prezzo che i tassi di fallimento non mostrano. Portare le azioni dal 60% al 30% nei 10 anni prima della pensione ha lasciato il pensionato tipico più povero di circa il 5% in termini reali il giorno del pensionamento, ed è risultato in vantaggio rispetto al 60/40 solo nel 18% delle date di inizio, soprattutto subito dopo un crollo. Chi è andato in pensione a luglio 1932 dopo aver ridotto il rischio durante il crollo aveva il 32% di capitale in più di un investitore 60/40.

Considerando entrambe le metà, la peggiore data di inizio della storia ha comunque permesso una spesa annua, rivalutata con l’inflazione, di 55.000 dollari per ogni milione detenuto 10 anni prima della pensione con il 60/40, di 53.800 dollari con il tent e di 42.500 dollari con il de-risking permanente.

Perché il bond tent non ha salvato il pensionato del 1966: l’inflazione

Le peggiori date di inizio della storia statunitense per un pensionato 60/40 sono arrivate a metà degli anni Sessanta, e il tent non ha fatto alcuna differenza. Il problema del pensionato del 1966 non è stato un singolo crollo, ma 16 anni di inflazione. I prezzi al consumo negli USA sono quasi triplicati tra il 1966 e il 1981, e il rendimento del Treasury a 10 anni è salito dal 4,65% di fine 1965 al 15,84% di settembre 1981. Nel periodo 1966–1981 la nostra serie del Treasury a 10 anni ha perso il 2,95% l’anno al netto dell’inflazione, peggio delle azioni (-0,97% l’anno).

Un tent fatto di obbligazioni a lunga scadenza ha semplicemente spostato denaro da un asset in perdita a un altro. Al 4%, il pensionato 60/40 del 1966 ha esaurito il capitale dopo 26 anni e 4 mesi, quello con il tent dopo 25 anni e 10 mesi e quello con il de-risking permanente dopo 24 anni. È la falla più grande del bond tent: protegge da un crollo, non dall’inflazione, ed è per questo che il modo in cui le obbligazioni reagiscono all’inflazione conta quanto la quantità che se ne detiene.

Conta di cosa è fatto il tent

Abbiamo ripetuto il test sostituendo il Treasury a 10 anni, in ogni portafoglio, con obbligazioni più brevi e meno sensibili all’inflazione. I dati iniziano più tardi, quindi le finestre sono più corte: vanno lette come indizi a supporto, non come un verdetto.

  • Treasury bill a 3 mesi (pensionamenti 1945–1996): il tasso di prelievo sicuro del tent nel caso peggiore è stato del 4,06% contro il 3,95% del 60/40, e il tent non è mai fallito al 4%, mentre il 60/40 è fallito nell’1,1% dei casi.
  • Treasury a 5 anni (pensionamenti 1972–1996): il caso peggiore del tent è stato del 4,67% contro il 4,40% del 60/40.

In entrambi i casi il tent ha fatto ciò che promette. Le obbligazioni più brevi perdono meno quando i rendimenti salgono, che è l’idea di fondo della differenza tra duration e scadenza, quindi sono un materiale migliore per il tent rispetto ai titoli a lunga scadenza. Per chi investe tramite fondi, anche gli ETF obbligazionari a breve termine possono avere un ruolo simile.

Costruire un bond tent oggi: rendimenti reali vicini al 3%

Il materiale indicato dalla storia, breve e protetto dall’inflazione, oggi costa insolitamente poco. Al 30 settembre 2026 il rendimento reale dei Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS) a 10 anni era del 2,93% e quello a 5 anni del 2,73%, secondo i dati del Tesoro USA. Ancora nel 2021 il rendimento reale a 10 anni era sotto il -1%.

I TIPS non si possono testare su una storia lunga perché i primi sono stati emessi nel 1997, quindi questa parte è una deduzione e non un risultato del backtest. Ma una scala di TIPS con scadenze distribuite sui primi 10 anni di pensione svolge il lavoro del tent: finanzia i primi prelievi, è protetta da un’inflazione come quella del 1966 che ha messo in crisi i titoli a lunga scadenza e oggi blocca un rendimento reale vicino al 3% l’anno. Per un investitore italiano lo stesso ruolo lo svolgono i titoli di Stato indicizzati all’inflazione, come il BTP Italia (legato all’inflazione italiana) e il BTP€i (legato all’inflazione dell’area euro); il nostro confronto su BTP o bond corporate spiega come valutare i titoli di Stato rispetto alle alternative. Puoi anche filtrare i titoli di Stato per scadenza e rendimento su Bondfish.

Conviene usare un bond tent? Cosa dice il backtest

  1. Non aspettarti che batta il 60/40. Su 1.389 date di inizio non ci è riuscito. Consideralo un’assicurazione, con il suo premio.
  2. Valutalo se la tua paura principale è un crollo all’inizio della pensione. Ha salvato chi è andato in pensione nel 1929, nel 1937, nel 1973 e nel 2000.
  3. Qualunque cosa tu faccia, rimetti le azioni in portafoglio. Ridurre il rischio e restare prudenti è stato il percorso peggiore tra quelli testati.
  4. Costruisci il tent con obbligazioni brevi o indicizzate all’inflazione. I titoli a lunga scadenza hanno fallito proprio quando contava, nell’inflazione del 1966–1981.
  5. Il tasso di prelievo conta più del glide path. Passare dal 4% al 5% ha portato il tasso di fallimento del 60/40 dal 2,8% al 26,1%, un effetto molto più grande di qualsiasi cambio di glide path.

In sintesi

Il bond tent è un’assicurazione contro i crolli per il primo decennio di pensione. Nella storia statunitense ha pagato quando un mercato ribassista è arrivato subito dopo il pensionamento e ha avuto un piccolo costo nella maggior parte degli altri periodi, restando leggermente dietro a un classico 60/40 per tassi di fallimento. Il suo vero valore è costringere i pensionati a ricostruire la quota azionaria invece di scivolare in un portafoglio prudente per sempre, e rendimenti reali vicini al 3% rendono oggi particolarmente interessante il materiale protetto dall’inflazione per costruirlo.

Dati e metodo: le azioni USA sono l’S&P 500 total return (dati medi mensili di Robert Shiller fino al 1989, livelli di fine mese dell’indice in seguito); la componente obbligazionaria è un calcolo di Bondfish per un Treasury USA a 10 anni a scadenza costante, rivalutato ogni mese dai rendimenti a 10 anni (Robert Shiller fino al 1961, U.S. Treasury / Federal Reserve dal 1962). L’inflazione è il CPI statunitense (Robert Shiller fino al 1912, U.S. Bureau of Labor Statistics in seguito). I pensionamenti iniziano ogni mese dal 1881 al 1996 e durano 30 anni; i prelievi crescono con l’inflazione ogni mese; i portafogli si ribilanciano ogni mese. Nessun costo, commissione o tassa. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.

Dati e fonti

Ogni tasso di fallimento, tasso di prelievo sicuro e valore di portafoglio in questo articolo è un calcolo di Bondfish su dati di mercato pubblici, fino a settembre 2026. I dati di base:

Ricerche su bond tent e glide path

Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce una consulenza di investimento. Investire comporta rischi, compresa la possibile perdita del capitale, e i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. I risultati dei backtest sono ipotetici e non includono costi, tasse o commissioni. Valuta la tua situazione personale o rivolgiti a un consulente finanziario abilitato prima di investire.

Questo articolo non costituisce consulenza di investimento né raccomandazione personale. Gli investimenti in titoli e altri strumenti finanziari comportano sempre il rischio di perdita del capitale. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Bondfish non raccomanda di utilizzare i dati e le informazioni forniti come unica base per prendere decisioni di investimento. Non dovresti prendere decisioni di investimento senza aver prima condotto la tua ricerca e considerato la tua situazione finanziaria.