It
Bond screener Top Picks Confronto tra Broker Piani e prezzi Notizie Chi siamo
Aiutaci a personalizzare la tua esperienza su Bondfish
Per rendere la tua ricerca obbligazionaria efficace e garantire che i nostri suggerimenti siano quanto più utili possibile, rispondi a 3 brevi domande:
Richiederà meno di un minuto e ci aiuterà a personalizzare la piattaforma in base alle tue esigenze.
What do you want to know about bonds?
You can use natural language command or identifier, if the instument is known
Thinking...
%%ask%%
%%html%%
%%answer%%
User wants average coupon, grouped per quarter, for "best" long-term (likely 10+ years) bonds, lowest risk, limited to German and French issuers.
Identifies the need to:
  • Find relevant fields for coupon, maturity date, risk, issuer country (for bonds)
  • Find fields for country, risk (for issuers)
Using tool to resolve which instrument (bond) fields map to:
  • "average coupon"
  • "maturity date"
  • "risk level"
  • "issuer country"
Using tool to resolve issuer fields for:
  • "country"
  • "risk level"
Converting "German issuers" into structured issuer query
Converting "French issuers" into structured issuer query
Indietro
04.09.2026
Settembre sui mercati: la corsa dei rendimenti mette alla prova azioni e obbligazioni
Settembre sui mercati: la corsa dei rendimenti mette alla prova azioni e obbligazioni
257
La guerra scatenata da Donald Trump contro l'Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz (da dove passa il 20% del petrolio mondiale) hanno portato una crisi energetica mondiale, la peggiore dal 1973, e una ondata inflazionistica altrettanto mondiale. Nonostante in America soprattutto gli utili hanno particolarmente brillato quest'anno, con buone prospettive anche nel 2027, la crisi del debito e' stata causata principalmente da tre fattori, a mio avviso: 1) Ondata inflazionistica creata dal prolungato rialzo del prezzo del petrolio 2) Entrata degli hyperscalers dell'AI sui mercati obbligazionari, dopo aver gia' intasato quelli azionari 3) Banche centrali in ritardo e troppo attendiste nel contrastare il rialzo dell'inflazione. I rialzi dei rendimenti, che in alcuni casi non hanno precedenti negli ultimi 30 anni, hanno toccato tutto il mondo, partendo dall'America, arrivando in Europa (Germania, ma non solo), e coinvolgendo anche aree precedntemente sicure come il Giappone. In piu', non dimentichiamocelo, ci sono le elezioni di Novembre in America, dove una potenziale vittoria dei Democratici potrebbe portare dei limiti allo strapotere del Presidente Trump.
 
Il problema che si e' manifestato in tutta la sua gravita' questa settimana e' il rialzo continuo dei rendimenti dei titoli lunghi (10 anni o piu'), segno che di questa ondata di inflazione non si vede una fine, perdurando il conflitto. Di piu', il mercato non ritiene che banche centrali responsabili abbiano fatto abbastanza per tenere sotto controllo il rialzo dei prezzi con tassi piu' alti, che francamente (salvo un cessate il fuoco in Medio Oriente, ma uno che duri veramente), possono essere contrastati con tassi materialmente piu' alti. Andando contro la volonta' dei governi (quello Americano, ma anche quello Giapponese), che prediligono tassi piu' bassi per far diminuire la spesa di remunerazione del debito. In questo, va detto che l'Italia, a differenza di America, Germania, e Regno Unito, si e' comportata da paese virtuoso, limitando la spesa a meno del 3% del PIL dato il livello elevato del debito. Ma diversamente dal 2011, questo purtroppo non e' piu' un problema soltanto Europeo, ma un problema mondiale. 
 
Sebbene personalmente ritenga un rendimento nominale del 4% su una scadenza pari o inferiore a 10 anni un buon punto d'entrata, mutuato dall'esperienza dei fondi sovrani che sono investitori di lungo termine, una eventuale entrata in questo momento in cui si e' materializzata una fuga dal reddito fisso a livello globale si presenta come molto delicata. Bene ha fatto la BCE ad alzare I tassi preventivamente, e a farlo nuovamente anche a Settembre; meno bene la Bank of Japan, che ha lasciato l'inflazione svilupparsi nel paese, ha alzato I tassi poco e con ritardo, e si trova adesso a rincorrere il problema. Quanto alla Fed, piu' che gli importantissimi dati sul mercato del lavoro di domani, saranno quelli sull'inflazione della prossima settimana a determinare un rialzo, oppure ancora un prolungamento della pausa.
 
Tutto cio' non fa bene alle borse. Quella Americana, in particolare, scoppia di salute, trainata da utili superlativi quest'anno, e da una valutazione relativamente contenuta se si tiene conto del tasso di crescita. Lasciare che la parte lunga della curva si irripidisca senza vincoli e senza controlli ha un impatto negativo sull'economia in termini di un costo per interessi che sale precipitosamente. E' anche possibile che la parte lunga della curva possa scendere, una volta che le banche centrali avranno dimostrato con I fatti (quindi con aumenti dei tassi) di avere la situazione sotto controllo. Settembre poi stagionalmente e' sempre un mese difficile. Una volta per lo meno tamponata la crisi del debito, e aver messo un limite massimo agli interessi dei titoli di stato sovrani, la narrazione si rifocalizzera' sui fondamentali, che restano buoni. Per quanto riguarda le obbligazioni, aspetterei un periodo piu' calmo, controllando che I rendimenti sui titoli sovrani decennali non facciano nuovi massimi, per entrare a livelli di assoluto interesse in un mercato sotto controllo (quindi non come la situazione attuale).
 
Di conseguenza, mi aspetto un Settembre ancora guardingo, anche per I mercati azionari, che piu' che da un livello piu' basso di nuovi occupati Venerdi', potrebbero beneficiare da una inflazione (CPI) al ribasso la settimana prossima; cio' forse potrebbe bastare alla Federal Reserve per non alzare I tassi gia' a Settembre. La Banca Centrale Europea, l'unica (a parte il Giappone) che si e' mossa in anticipo, alzera' I tassi nuovamente, con la possibilita' di un terzo rialzo entro la fine dell'anno. E' solo con Banche Centrali nuovamente reattive allo spettro dell'inflazione che potremo dominare questa corsa infinita al rialzo dei rendimenti, di cui beneficerebbero anche I mercati azionari. 
 
Da ultimo, vanno menzionati I risultati di Oracle, che arriveranno a meta' Settembre, come conferma della bonta' della crescita dell'AI e di un limite al capex, che non dovrebbe superare quello precedentemente accennato. 
 
E' solo debellando questa corsa frenetica al rialzo dei rendimenti obbligazionari che tutti I mercati potranno tirare un sospiro di sollievo e crescere ancora. Non solo a Settembre.
Autore
Giorgio Vintani
Consulente finanziario e gestore di portafoglio con 30 anni di esperienza presso importanti società di gestione degli investimenti. Inserito da Citywire tra i 100 migliori fund manager d’Europa, ha gestito portafogli azionari statunitensi long-only, long/short, a rendimento assoluto e relativo, oltre a strategie globali e multi-asset per clienti istituzionali e privati. È specializzato nei settori dei beni di consumo globali, finanziario e dei mercati emergenti.
Giorgio Vintani
Questo articolo non costituisce consulenza di investimento né raccomandazione personale. Gli investimenti in titoli e altri strumenti finanziari comportano sempre il rischio di perdita del capitale. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Bondfish non raccomanda di utilizzare i dati e le informazioni forniti come unica base per prendere decisioni di investimento. Non dovresti prendere decisioni di investimento senza aver prima condotto la tua ricerca e considerato la tua situazione finanziaria.

Notizie

Autore
Giorgio Vintani
Consulente finanziario e gestore di portafoglio con 30 anni di esperienza presso importanti società di gestione degli investimenti. Inserito da Citywire tra i 100 migliori fund manager d’Europa, ha gestito portafogli azionari statunitensi long-only, long/short, a rendimento assoluto e relativo, oltre a strategie globali e multi-asset per clienti istituzionali e privati. È specializzato nei settori dei beni di consumo globali, finanziario e dei mercati emergenti.
Giorgio Vintani