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28.06.2026
Rating obbligazioni e rischio di credito | Bondfish
Rating obbligazioni e rischio di credito | Bondfish
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Rating obbligazioni e rischio di credito: le differenze da capire

Quando si parla di rating obbligazioni e rischio di credito si descrivono due cose diverse: il rating è il giudizio sintetico di un'agenzia (S&P, Moody’s, Fitch) sulla capacità di un emittente di ripagare il proprio debito, mentre il rischio di credito è l’insieme più ampio dei pericoli legati a quel debito — di cui il rating misura soltanto una parte.

Tradotto: un rating alto riduce la probabilità che l’emittente non paghi, ma non rende l’obbligazione «sicura» in senso assoluto. Il prezzo può comunque scendere, lo spread può allargarsi e il giudizio può essere rivisto. Capire dove finisce il rating e dove inizia il rischio di credito è il primo passo per leggere correttamente un’obbligazione — che si tratti di un BTP, di un’emissione bancaria o di un corporate europeo.

Che cos’è il rating di un’obbligazione

Il rating è una valutazione, espressa con una sigla (da AAA fino a D), del merito di credito di un emittente o di una singola emissione. È prodotto dalle agenzie di rating: a livello globale dominano S&P Global, Moody’s e Fitch, a cui in Europa si affianca spesso DBRS Morningstar.

In pratica, il rating risponde a una domanda precisa: quanto è probabile che chi ha emesso questa obbligazione ripaghi capitale e interessi nei tempi previsti? Più alto è il rating, più bassa è la probabilità storica di insolvenza. Non è una previsione sul prezzo, né una garanzia: è un’opinione, basata su modelli e analisi, sulla solidità dell’emittente.

Nell’Unione Europea le agenzie sono registrate e vigilate dall’ESMA (l’autorità europea dei mercati), che ne controlla metodologie e indipendenza. Questo dà ai rating un valore regolamentare, ma non li rende infallibili.

Che cos’è il rischio di credito (ed è più del rating)

Il rischio di credito è il rischio complessivo di perdere denaro a causa del peggioramento del merito creditizio dell’emittente. L’insolvenza vera e propria è solo la sua forma estrema. In realtà il rischio di credito si articola in più componenti:

  • Rischio di insolvenza (default) — l’emittente non paga, in tutto o in parte, capitale o cedole. È ciò che il rating stima più direttamente.
  • Rischio di declassamento (downgrade) — il rating viene abbassato: il titolo perde appetibilità e tipicamente prezzo, anche senza alcuna insolvenza.
  • Rischio di spread di credito — il differenziale di rendimento rispetto ai titoli di Stato si allarga, facendo scendere il prezzo dell’obbligazione sul mercato secondario.
  • Rischio di liquidità — in fasi di tensione può diventare difficile vendere il titolo a un prezzo equo.
  • Rischio di recupero (recovery) — in caso di default, quanto si recupera dipende dalla seniority e dalle garanzie; il rating non dice tutto su questo.

Lo spread di credito è il termometro più immediato di questo rischio. Si calcola in modo semplice:

Spread di credito = Rendimento obbligazione − Rendimento titolo di Stato comparabile

Quando gli spread si allargano, il mercato chiede più rendimento per lo stesso rischio: segnale di maggiore avversione. Quando si restringono, la fiducia aumenta. A giugno 2026, ad esempio, lo spread medio dell’indice ICE BofA US High Yield (OAS) viaggiava intorno ai 260–280 punti base, un livello storicamente contenuto — segno che il mercato prezzava un rischio di credito relativamente basso nel segmento speculativo.

Rating obbligazioni e rischio di credito: le differenze chiave

Il modo più rapido per fissare il concetto è mettere i due termini a confronto.

AspettoRatingRischio di credito
Che cos’è Un giudizio sintetico (una sigla) di un’agenzia Il rischio reale e multiforme di perdere denaro sul credito
Chi lo definisce S&P, Moody’s, Fitch, DBRS Il mercato, i fondamentali dell’emittente e il contesto
Cosa misura Soprattutto la probabilità di insolvenza Insolvenza + declassamento + spread + liquidità + recovery
Quanto cambia Rivisto periodicamente, con un certo ritardo Si muove ogni giorno con i prezzi di mercato
A cosa serve all’investitore Punto di partenza per classificare gli emittenti Valutazione completa prima e dopo l’acquisto
Il rating è una fotografia; il rischio di credito è il film.

La scala dei rating: investment grade e high yield

Le sigle delle tre principali agenzie si corrispondono quasi del tutto. La linea più importante è quella che separa investment grade (qualità medio-alta) da high yield, detto anche speculativo o «junk». Il confine cade tra BBB− / Baa3 (ultimo gradino investment grade) e BB+ / Ba1 (primo gradino high yield).

CategoriaMoody’sS&P / Fitch
Qualità massima · Investment grade Aaa AAA
Alta qualità · Investment grade Aa1 – Aa3 AA+ – AA−
Medio-alta · Investment grade A1 – A3 A+ – A−
Medio-bassa (ultimo gradino IG) Baa1 – Baa3 BBB+ – BBB−
Speculativa · High yield Ba1 – B3 BB+ – B−
Rischio elevato Caa – Ca CCC – CC
In default C D

La differenza di rating non è cosmetica: secondo gli studi storici delle stesse agenzie, i tassi di insolvenza cumulati su orizzonti lunghi crescono in modo netto scendendo lungo la scala. Le obbligazioni investment grade mostrano tassi di default storicamente molto bassi, mentre nel segmento high yield salgono in misura significativa — ed esplodono nei gradini più bassi (CCC e inferiori). Sono dati storici e medi: non garantiscono il comportamento del singolo titolo.

Un esempio europeo: l’Italia

I rating sovrani aiutano a vedere il meccanismo. Nel 2025 l’Italia ha ricevuto una serie di promozioni: S&P ha alzato il giudizio a BBB+ (aprile 2025), Fitch a BBB+ (settembre 2025) e Moody’s a Baa2 (novembre 2025, primo rialzo in oltre vent’anni), mentre DBRS assegna A (low). Tutti giudizi saldamente investment grade. Eppure il prezzo dei BTP ha continuato a muoversi ogni giorno con i tassi e con lo spread verso il Bund: la prova che il rating e il rischio di credito quotidiano viaggiano su binari diversi.

Perché il rating non basta: i limiti da conoscere

Affidarsi solo al rating è un errore comune. I motivi sono concreti:

  • È retrospettivo e «lento» — le agenzie aggiornano i giudizi con un certo ritardo rispetto al mercato, che spesso prezza il deterioramento prima del downgrade.
  • Non misura il rischio di prezzo — un titolo AAA può perdere valore per il rialzo dei tassi o l’allargamento dello spread, pur restando «sicuro» dal lato dell’insolvenza.
  • È un’opinione, non un fatto — agenzie diverse possono assegnare giudizi differenti allo stesso emittente.
  • Può sbagliare — la storia finanziaria recente ha mostrato titoli ben valutati rivelarsi molto più rischiosi del previsto.

Non a caso la stessa normativa europea (a partire dalla Direttiva 2013/14/UE) chiede a investitori e intermediari di non affidarsi esclusivamente o automaticamente ai rating, ma di condurre una propria valutazione del merito di credito. Il rating è un input, non un verdetto.

Come valutare il rischio di credito oltre il rating

Per un investitore retail europeo, leggere il rischio di credito di un’obbligazione significa guardare alcuni segnali oltre la sigla:

  1. Il rendimento e lo spread — un rendimento molto più alto della media per la stessa fascia di rating segnala che il mercato vede un rischio maggiore di quanto suggerisca il giudizio.
  2. La seniority e le garanzie — un’obbligazione senior garantita recupera, in caso di default, più di una subordinata.
  3. La scadenza e la duration — più lungo è l’orizzonte, più tempo c’è perché il merito di credito peggiori.
  4. I fondamentali dell’emittente — leva finanziaria, flussi di cassa, settore e contesto macro.
  5. La diversificazione — distribuire il rischio tra emittenti, settori e valute riduce l’impatto di un singolo evento.

Uno strumento pratico per partire è filtrare le emissioni per rating, rendimento e scadenza e poi approfondire i singoli titoli: lo screener obbligazionario di Bondfish consente di confrontare rapidamente obbligazioni con merito di credito diverso e di vedere quanto rendimento extra si ottiene scendendo lungo la scala dei rating.

In sintesi

Il rating obbligazioni e il rischio di credito sono collegati ma non coincidono: il rating è un’opinione sintetica sulla probabilità di insolvenza, il rischio di credito è l’intero spettro dei pericoli — insolvenza, declassamento, spread, liquidità e recupero. Usa il rating come bussola iniziale, ma valuta rendimento, spread, seniority e fondamentali prima di decidere.

Domande frequenti

Il rating di un’obbligazione misura il rischio di credito?

Solo in parte. Il rating sintetizza il giudizio di un’agenzia sulla probabilità di insolvenza dell’emittente, ma il rischio di credito comprende anche il rischio di declassamento, l’allargamento dello spread, la liquidità e il tasso di recupero. Il rating è un punto di partenza, non la misura completa.

Qual è la differenza tra investment grade e high yield?

Investment grade indica i rating da BBB−/Baa3 in su: emittenti con bassa probabilità storica di insolvenza. High yield (o speculativo) indica i rating da BB+/Ba1 in giù: rendimenti più alti a fronte di un rischio di insolvenza sensibilmente maggiore.

Un rating alto significa che l’obbligazione non può perdere valore?

No. Anche un’obbligazione investment grade può scendere di prezzo per effetto del rialzo dei tassi, dell’allargamento dello spread o di un declassamento. Il rating riguarda la solvibilità dell’emittente, non la stabilità del prezzo di mercato.

Chi controlla le agenzie di rating in Europa?

Nell’Unione Europea le agenzie di rating sono registrate e vigilate dall’ESMA. La normativa europea richiede inoltre a investitori e intermediari di non affidarsi esclusivamente ai rating, ma di svolgere una propria valutazione del rischio di credito.

Fonti e approfondimenti

Scala dei rating e merito di credito

Componenti del rischio di credito e spread

Vigilanza e uso dei rating in Europa

Esempio: rating sovrano dell’Italia

Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria. Investire in obbligazioni comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Valuta la tua situazione o consulta un professionista abilitato prima di investire.

Author
Renat Dovidenko, CFA, CQF
Financial markets expert specialized in the space of quant analytics, financial instruments evaluation and performance measurement
Renat Dovidenko
This article does not constitute investment advice or personal recommendation. Investments in securities and other financial instruments always involve the risk of loss of your capital. Past performance is not a reliable indicator of future results. Bondfish does not recommend using the data and information provided as the only basis for making any investment decision. You should not make any investment decisions without first conducting your own research and considering your own financial situation.

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Renat Dovidenko, CFA, CQF
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Renat Dovidenko