
Rating obbligazioni e rischio di credito: le differenze da capire
Quando si parla di rating obbligazioni e rischio di credito si descrivono due cose diverse: il rating è il giudizio sintetico di un'agenzia (S&P, Moody’s, Fitch) sulla capacità di un emittente di ripagare il proprio debito, mentre il rischio di credito è l’insieme più ampio dei pericoli legati a quel debito — di cui il rating misura soltanto una parte.
Tradotto: un rating alto riduce la probabilità che l’emittente non paghi, ma non rende l’obbligazione «sicura» in senso assoluto. Il prezzo può comunque scendere, lo spread può allargarsi e il giudizio può essere rivisto. Capire dove finisce il rating e dove inizia il rischio di credito è il primo passo per leggere correttamente un’obbligazione — che si tratti di un BTP, di un’emissione bancaria o di un corporate europeo.
Il rating è una valutazione, espressa con una sigla (da AAA fino a D), del merito di credito di un emittente o di una singola emissione. È prodotto dalle agenzie di rating: a livello globale dominano S&P Global, Moody’s e Fitch, a cui in Europa si affianca spesso DBRS Morningstar.
In pratica, il rating risponde a una domanda precisa: quanto è probabile che chi ha emesso questa obbligazione ripaghi capitale e interessi nei tempi previsti? Più alto è il rating, più bassa è la probabilità storica di insolvenza. Non è una previsione sul prezzo, né una garanzia: è un’opinione, basata su modelli e analisi, sulla solidità dell’emittente.
Nell’Unione Europea le agenzie sono registrate e vigilate dall’ESMA (l’autorità europea dei mercati), che ne controlla metodologie e indipendenza. Questo dà ai rating un valore regolamentare, ma non li rende infallibili.
Il rischio di credito è il rischio complessivo di perdere denaro a causa del peggioramento del merito creditizio dell’emittente. L’insolvenza vera e propria è solo la sua forma estrema. In realtà il rischio di credito si articola in più componenti:
Lo spread di credito è il termometro più immediato di questo rischio. Si calcola in modo semplice:
Spread di credito = Rendimento obbligazione − Rendimento titolo di Stato comparabile
Quando gli spread si allargano, il mercato chiede più rendimento per lo stesso rischio: segnale di maggiore avversione. Quando si restringono, la fiducia aumenta. A giugno 2026, ad esempio, lo spread medio dell’indice ICE BofA US High Yield (OAS) viaggiava intorno ai 260–280 punti base, un livello storicamente contenuto — segno che il mercato prezzava un rischio di credito relativamente basso nel segmento speculativo.
Il modo più rapido per fissare il concetto è mettere i due termini a confronto.
| Aspetto | Rating | Rischio di credito |
|---|---|---|
| Che cos’è | Un giudizio sintetico (una sigla) di un’agenzia | Il rischio reale e multiforme di perdere denaro sul credito |
| Chi lo definisce | S&P, Moody’s, Fitch, DBRS | Il mercato, i fondamentali dell’emittente e il contesto |
| Cosa misura | Soprattutto la probabilità di insolvenza | Insolvenza + declassamento + spread + liquidità + recovery |
| Quanto cambia | Rivisto periodicamente, con un certo ritardo | Si muove ogni giorno con i prezzi di mercato |
| A cosa serve all’investitore | Punto di partenza per classificare gli emittenti | Valutazione completa prima e dopo l’acquisto |
Il rating è una fotografia; il rischio di credito è il film.
Le sigle delle tre principali agenzie si corrispondono quasi del tutto. La linea più importante è quella che separa investment grade (qualità medio-alta) da high yield, detto anche speculativo o «junk». Il confine cade tra BBB− / Baa3 (ultimo gradino investment grade) e BB+ / Ba1 (primo gradino high yield).
| Categoria | Moody’s | S&P / Fitch |
|---|---|---|
| Qualità massima · Investment grade | Aaa | AAA |
| Alta qualità · Investment grade | Aa1 – Aa3 | AA+ – AA− |
| Medio-alta · Investment grade | A1 – A3 | A+ – A− |
| Medio-bassa (ultimo gradino IG) | Baa1 – Baa3 | BBB+ – BBB− |
| Speculativa · High yield | Ba1 – B3 | BB+ – B− |
| Rischio elevato | Caa – Ca | CCC – CC |
| In default | C | D |
La differenza di rating non è cosmetica: secondo gli studi storici delle stesse agenzie, i tassi di insolvenza cumulati su orizzonti lunghi crescono in modo netto scendendo lungo la scala. Le obbligazioni investment grade mostrano tassi di default storicamente molto bassi, mentre nel segmento high yield salgono in misura significativa — ed esplodono nei gradini più bassi (CCC e inferiori). Sono dati storici e medi: non garantiscono il comportamento del singolo titolo.
I rating sovrani aiutano a vedere il meccanismo. Nel 2025 l’Italia ha ricevuto una serie di promozioni: S&P ha alzato il giudizio a BBB+ (aprile 2025), Fitch a BBB+ (settembre 2025) e Moody’s a Baa2 (novembre 2025, primo rialzo in oltre vent’anni), mentre DBRS assegna A (low). Tutti giudizi saldamente investment grade. Eppure il prezzo dei BTP ha continuato a muoversi ogni giorno con i tassi e con lo spread verso il Bund: la prova che il rating e il rischio di credito quotidiano viaggiano su binari diversi.
Affidarsi solo al rating è un errore comune. I motivi sono concreti:
Non a caso la stessa normativa europea (a partire dalla Direttiva 2013/14/UE) chiede a investitori e intermediari di non affidarsi esclusivamente o automaticamente ai rating, ma di condurre una propria valutazione del merito di credito. Il rating è un input, non un verdetto.
Per un investitore retail europeo, leggere il rischio di credito di un’obbligazione significa guardare alcuni segnali oltre la sigla:
Uno strumento pratico per partire è filtrare le emissioni per rating, rendimento e scadenza e poi approfondire i singoli titoli: lo screener obbligazionario di Bondfish consente di confrontare rapidamente obbligazioni con merito di credito diverso e di vedere quanto rendimento extra si ottiene scendendo lungo la scala dei rating.
Il rating obbligazioni e il rischio di credito sono collegati ma non coincidono: il rating è un’opinione sintetica sulla probabilità di insolvenza, il rischio di credito è l’intero spettro dei pericoli — insolvenza, declassamento, spread, liquidità e recupero. Usa il rating come bussola iniziale, ma valuta rendimento, spread, seniority e fondamentali prima di decidere.
Solo in parte. Il rating sintetizza il giudizio di un’agenzia sulla probabilità di insolvenza dell’emittente, ma il rischio di credito comprende anche il rischio di declassamento, l’allargamento dello spread, la liquidità e il tasso di recupero. Il rating è un punto di partenza, non la misura completa.
Investment grade indica i rating da BBB−/Baa3 in su: emittenti con bassa probabilità storica di insolvenza. High yield (o speculativo) indica i rating da BB+/Ba1 in giù: rendimenti più alti a fronte di un rischio di insolvenza sensibilmente maggiore.
No. Anche un’obbligazione investment grade può scendere di prezzo per effetto del rialzo dei tassi, dell’allargamento dello spread o di un declassamento. Il rating riguarda la solvibilità dell’emittente, non la stabilità del prezzo di mercato.
Nell’Unione Europea le agenzie di rating sono registrate e vigilate dall’ESMA. La normativa europea richiede inoltre a investitori e intermediari di non affidarsi esclusivamente ai rating, ma di svolgere una propria valutazione del rischio di credito.
Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria. Investire in obbligazioni comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Valuta la tua situazione o consulta un professionista abilitato prima di investire.